Guida
Certificato di idoneità agonistica dopo il crociato
Il passaggio che separa un ginocchio pronto da un tesserato che può scendere in campo: chi rilascia il certificato, che cosa viene valutato, quanto anticipo serve, e la progressione delle settimane che porta dal test superato alla prima partita.
Superare i test non è tornare a giocare. In mezzo ci sono due cose: un passaggio amministrativo che in Italia è obbligatorio per l'attività agonistica, e una progressione di settimane che quasi nessuno descrive. Sono anche le due cose in cui si perdono le persone che fino a lì avevano fatto tutto bene.
La progressione dopo il via libera
- Settimane 1-2
Allenamento individuale specifico
Gesti tecnici del vostro sport, corsa con cambi di direzione programmati, lavoro di atterraggio. Nessuna situazione imprevedibile.
- Settimane 3-4
Allenamento di squadra parziale
Esercitazioni senza contrasto, con la squadra ma fuori dalle situazioni di duello. Qui si vede se il ginocchio regge il volume.
- Settimane 5-6
Allenamento completo
Contrasto, situazioni non prevedibili, carico pieno. Va sostenuto per alcune settimane prima della partita, non per due allenamenti.
- Poi
Partita, con minutaggio crescente
Spezzoni prima della partita intera. La densità delle partite conta quanto il singolo match.
Il certificato di idoneità agonistica
È il passaggio italiano che sorprende sistematicamente. Per l'attività sportiva agonistica serve il certificato rilasciato da un medico specialista in medicina dello sport, dopo visita ed esami previsti dal decreto ministeriale del 18 febbraio 1982, tra cui elettrocardiogramma e spirometria secondo lo sport praticato.
Dopo una ricostruzione del crociato la visita è il momento in cui il medico dello sport valuta anche l'articolarità e la stabilità del ginocchio. Prenotatela con anticipo: nei periodi di inizio stagione le liste si allungano, e trovarsi pronti fisicamente senza certificato significa restare fuori lo stesso.
Portate i vostri numeri alla visita
Valori di forza, risultati dei test di salto e data dell'intervento. Un medico dello sport che vede i numeri lavora su dati, non su impressioni, e la conversazione cambia completamente.
La parte psicologica, che decide più della forza
Il questionario ACL-RSI misura fiducia, paura di rifarsi male e disponibilità a tornare, e predice il ritorno effettivo meglio di qualunque test fisico. La differenza tra il 65 per cento che torna al proprio livello è il 100 per cento che potrebbe farlo fisicamente passa in buona parte da lì.
Che cosa aiuta: esporsi gradualmente al gesto che fa paura invece di evitarlo, avere numeri oggettivi da guardare quando la testa dice che il ginocchio non regge, e tornare dentro un gruppo invece che da soli.
I due errori che costano di più
- Smettere di allenare la forza dopo il via libera. Il 74 per cento delle rotture del trapianto avviene entro due anni: il via libera cade a metà della finestra di rischio, non alla fine.
- Tornare direttamente alla partita. Saltare le settimane di allenamento completo significa esporsi alle situazioni imprevedibili senza averle mai riprovate.