Guida
Preabilitazione: le settimane prima dell'intervento
Che cosa fare tra il trauma e la sala operatoria, perché il ginocchio con cui entrate determina in parte quello con cui uscite, e i tre obiettivi che valgono la pena.
Le settimane che precedono l'intervento sono le più sprecate di tutto il percorso. Molti le passano ad aspettare, e arrivano in sala operatoria con un ginocchio gonfio, rigido e con il quadricipite spento. Poi ricominciano da lì.
Perché conta
La forza del quadricipite prima dell'intervento è associata alla forza dopo, e a distanza di anni. Un lavoro su pazienti seguiti nel tempo ha mostrato che chi arriva all'intervento con una migliore funzione la mantiene anche a due anni: la preabilitazione non recupera solo settimane, sposta il punto di partenza.
C'è anche una ragione tecnica: operare un ginocchio gonfio e rigido aumenta il rischio di rigidità post-operatoria. Diversi chirurghi rinviano l'intervento proprio per questo, e quando lo fanno non stanno perdendo tempo.
I tre obiettivi
Estensione completa
Uguale all'altra gamba, compresa l'eventuale iperestensione. È l'obiettivo numero uno e quello che semplifica di più il decorso dopo.
Ginocchio sgonfio
Uno stroke test a zero o a tracce prima dell'intervento significa cominciare la riabilitazione senza il freno riflesso sul quadricipite.
Quadricipite attivo e allenato
Carichi veri sulla gamba operanda per quanto il ginocchio tollera, e allenamento pieno della gamba sana, che diventerà il vostro riferimento per mesi.
Che cosa si allena, in concreto
- Estensione passiva prolungata, più volte al giorno, per minuti.
- Contrazioni isometriche del quadricipite e sollevamento della gamba tesa senza cedimento del ginocchio.
- Pressa e catena chiusa nell'arco che non provoca gonfiore, con carichi progressivi.
- Bicicletta, appena la flessione lo consente, per mantenere condizione senza impatto.
- Allenamento completo della gamba sana e della parte alta: è tempo che non tornerà più.
Approfittate dell'attesa
Se avete davanti sei settimane prima dell'intervento, sono sei settimane di allenamento, non sei settimane di attesa. È anche il momento per organizzare il resto: impegnativa per la fisioterapia, prenotazione delle prime sedute, comunicazione al datore di lavoro, e la domanda al chirurgo su che cosa farà se troverà una lesione meniscale.
La lista pratica prima del ricovero
- Chiedere che tipo di trapianto è previsto e perché.
- Chiedere che cosa cambia se il menisco va suturato: carico e flessione delle prime sei settimane.
- Organizzare le prime sedute di fisioterapia perché inizino nei giorni successivi alla dimissione, non tre settimane dopo.
- Preparare la casa: un posto dove tenere la gamba elevata, ghiaccio, e il percorso fino al bagno senza ostacoli.
- Sapere chi vi accompagna e chi vi aiuta nei primi tre giorni.